La levigatura è il passaggio preliminare obbligatorio in qualsiasi intervento di restauro del legno. Una superficie non correttamente preparata non assorbirà in modo uniforme oli, cere o vernici, rendendo inutile il lavoro successivo. La scelta della carta vetrata e la sequenza delle passate dipendono dallo stato iniziale del mobile e dal tipo di essenza legnosa.
Grana della carta vetrata: come orientarsi
Il sistema di classificazione internazionale FEPA (Federation of European Producers of Abrasives) numera la grana con il prefisso P. Un numero basso indica particelle abrasive grandi; un numero alto indica particelle fini.
- P60–P80: rimozione di vernici spesse, adesivi, strati di cera accumulati nel tempo. Da usare solo se strettamente necessario, perché lascia solchi profondi.
- P100–P120: livellamento della superficie dopo la fase grossa. Corregge i segni lasciati da P80.
- P150–P180: preparazione intermedia, adatta alla maggior parte dei mobili in discreto stato.
- P220–P240: finitura pre-trattamento. Adeguata prima di applicare olio o cera.
- P320–P400: levigatura di finitura o tra uno strato e il successivo di vernice o primer.
Nota pratica: Non saltare più di un grado di grana alla volta. Passare direttamente da P80 a P180 lascia solchi invisibili a occhio nudo che diventano evidenti dopo l'applicazione dell'olio, quando le fibre si scuriscono.
Levigatura manuale o meccanica
Le levigatrici orbitali riducono i tempi su superfici piane ampie, ma non sostituiscono il lavoro manuale su spigoli, scanalature e parti intagliate. La pressione irregolare di una levigatrice meccanica può arrotondare gli spigoli vivi, compromettendo il profilo originale di un mobile storico.
Nelle superfici piane, il blocchetto in sughero o legno avvolto nella carta vetrata distribuisce la pressione in modo uniforme e impedisce la formazione di avvallamenti locali. Il movimento deve sempre seguire il filo del legno: la levigatura in diagonale o in senso trasversale lascia graffi visibili.
Profili intagliati e modanature
Per i mobili con cornici, lesene o modanature tornite, la carta vetrata piatta non è utilizzabile. In questi casi si impiegano:
- Spugne abrasive flessibili, che si adattano alla forma del profilo.
- Carta vetrata avvolta attorno a un dowel (bastoncino di legno tondo) per raggiungere scanalature strette.
- Nastri abrasivi stretti su lime arrotondate per profili concavi.
Trattamento delle zone difficili
Negli angoli interni dei cassetti e nelle giunzioni telaio-pannello si accumula la vernice dei precedenti restauri. Prima di levigare meccanicamente, conviene ammorbidire questi depositi con uno sverniciatore chimico applicato con un pennello sottile, rimuovendoli poi con uno scalpello a punta smussata o con una spatola angolata.
Pulizia tra le passate
Dopo ogni passata, la polvere di legno deve essere rimossa completamente. Il metodo più affidabile è aspirare con bocchetta morbida, seguito da un panno leggermente inumidito con acqua distillata. Lasciare asciugare completamente prima della passata successiva. L'umidità residua solleva le fibre, il che è utile prima dell'ultima passata fine ma deve essere evitato nelle fasi intermedie.
Riferimenti
- FEPA – Federation of European Producers of Abrasives: fepa-abrasives.com
- Istituto Centrale per il Restauro (ICR), Roma: icr.beniculturali.it